Ortodonzia e pedodonzia Ortodonzia

L’ortodonzia, o più correttamente ORTOGNATODONZIA, è quella branca dell’odontoiatria che, come da etimologia della parola stessa, si occupa di “raddrizzare” i denti e portarli nei corretti rapporti di masticazione reciproci tra le due arcate, utilizzando vari tipi di dispositivi, comu-nemente definiti come “apparecchi”, scelti in funzione delle diverse problematiche da risolve-re e dell’età dei pazienti da trattare.

Ortodonzia

L’ortodonzia può intervenire in un range di età molto ampio che può andare dai 5 anni circa all’età adulta, naturalmente con indicazioni e con obiettivi diversi per ogni fascia di età; per-tanto non è definibile, in assoluto, un’età ideale per “mettere l’apparecchio”: ogni paziente, ad ogni età, in quel determinato momento, per il tipo di problema che presenta e per le aspettati-ve che manifesta, deve essere valutato individualmente e consigliato sul tipo di trattamento più opportuno.

E’ molto importante far visitare i bambini da uno specialista in età precoce: talvolta problemi importanti sottovalutati o non correttamente interpretati possono portare a conseguenze più gravi con l’avanzare della crescita; altre volte è semplicemente importante seguirli nel loro percorso di crescita per individuare il momento di intervento più opportuno al fine di ottene-re i migliori risultati con la minima invasività possibile.

Per quanto riguarda invece i pazienti adulti, ritenuti tali dal termine della crescita in poi, biso-gna ricordare che con l’ortodonzia possiamo sempre spostare i denti all’interno dell’osso delle singole arcate, ma non possiamo risolvere problemi relativi a significative discrepanze di na-tura scheletrica tra le arcate: in questi casi è indispensabile la stretta collaborazione con il chirurgo maxillo-facciale per la risoluzione di entrambi i problemi (dentali e scheletrici), la cosiddetta Ortodonzia pre- e post- chirurgica. In altri casi ancora la collaborazione si può rea-lizzare con il protesista qualora sia necessario ripristinare ortodonticamente gli spazi ade-guati ai fini protesici e i corretti rapporti dentali prima della riabilitazione finale (Ortodonzia pre-protesica).

Ortodonzia intercettiva precoce

Con la definizione di Ortodonzia Intercettiva Precoce si intendono quei trattamenti ortodonti-ci più spesso con finalità ortopedica, eseguiti in bambini di giovane età, talvolta anche a parti-re dai 5 anni, compatibilmente con il livello di collaborazione del singolo paziente, general-mente in dentizione decidua, che presentano malocclusioni particolarmente importanti da un punto di vista funzionale.

Le malocclusioni che più frequentemente richiedono un intervento così precoce riguardano le discrepanze tra mascellare superiore e mandibola in senso trasversale (ridotta larghezza del mascellare superiore rispetto alla mandibola con morsi crociati mono- e/o bi-laterali) e in senso sagittale, con crescita prevalente della mandibola in lunghezza rispetto al mascellare superiore (cosiddetta malocclusione di III classe).

Nei casi di discrepanza trasversale con presenza di morso crociato è molto importante rinor-malizzare la situazione funzionale il più presto possibile per evitare scivolamenti mandibolari alla ricerca di una posizione di chiusura “di comodo”, con conseguente acquisizione di abitu-dini posizionali compensatorie scorrette della mandibola. L’intervento è molto spesso piutto-sto semplice, consente di espandere l’arcata superiore riproporzionandola a quella inferiore in tempi abbastanza brevi ed evitare problemi più importanti con l’avanzare della crescita.

Un po’ più complesso e articolato invece è il problema legato alle discrepanze in senso antero-posteriore con prevalenza in lunghezza della mandibola rispetto al mascellare superiore: an-che in questo caso la tempestività di intervento è fondamentale, ma le valutazioni di partenza e le aspettative in termini di risultato vanno approfonditi e discussi in modo particolarmente accurato in fase di diagnosi.

Ortodonzia in dentizione mista

Per dentizione mista si intende quel periodo della crescita in cui nella cavità orale sono pre-senti sia elementi dentali permanenti che elementi dentali decidui.

La permuta dentale si distingue in due fasi: una prima fase in cui i quattro incisivi inferiori e superiori decidui vengono sostituiti dai succedanei permanenti ed in cui, più o meno nello stesso periodo, erompono in arcata i quattro primi molari permanenti, dietro agli ultimi mola-ri decidui. La seconda fase è quella in cui vengono cambiati tutti gli altri rimanenti elementi decidui, canini e molaretti, sostituiti dai corrispondenti canini e premolari permanenti in en-trambe le arcate; solitamente verso il completamento di questa fase erompono anche i secon-di molari permanenti.

Il periodo tra la prima e la seconda fase di permuta, che solitamente dura alcuni anni e duran-te il quale non vengono persi denti decidui, definisce appunto la fase di dentizione mista.

Questo periodo di età è molto utile per correggere buona parte delle malocclusioni che inte-ressano discrepanze di origine dento-scheletriche di grado moderato in quanto, essendo atti-va la fase di crescita, è possibile, in una certa misura, intervenire in tal senso; così come si in-terviene anche a livello dento-alveolare, ad esempio in casi con tendenza all’affollamento per cercare di recuperare quanto più spazio possibile per accogliere i denti nella successiva fase di completamento della permuta.

Le modalità di intervento possono essere a diversi livelli e con tipi di apparecchi anche piutto-sto variabili a seconda della diagnosi, delle necessità dei pazienti, del grado di collaborazione richiesto o di altre variabili soggettive.

In linea di principio i trattamenti in dentizione mista prevedono una durata limitata, con una sospensione della terapia durante la seconda fase di permuta.

Gli interventi in questa fase talvolta possono contemplare anche un allineamento dentale, qualora necessario, tenendo però presente che durante la seconda fase di permuta e la cresci-ta ancora in corso potrebbero esserci ulteriori spostamenti dentali non sempre desiderabili e soprattutto non prevedibili.

I trattamenti ortodontici in fase di dentizione mista possono essere completamente risolutivi oppure prevedere successivamente una seconda fase di rifinitura in dentizione definitiva completa.

Ortodonzia in dentizione permanente completa

I trattamenti ortodontici in dentizione permanente completa rappresentano una quota signi-ficativa degli interventi eseguiti in quanto interessano la fascia più ampia di popolazione, che va dai ragazzi di circa 12-14 anni (si considera l’età media in cui tutti i denti da latte sono stati sostituiti dai denti permanenti e sono erotti o stanno erompendo in arcata i secondi molari permanenti) a tutta l’età adulta senza limiti di età.

In genere per questo tipo di trattamenti ortodontici si utilizzano apparecchiature di tipo fisso, molto efficaci, che richiedono un moderato grado di collaborazione da parte dei pazienti e che normalmente interessano entrambe le arcate dentarie (solo in casi eccezionali il trattamento ortodontico viene effettuato su una sola arcata dentaria).

Per i trattamenti che richiedono solo un allineamento dentale o comunque spostamenti denta-li di modica entità è possibile utilizzare anche apparecchi cosiddetti “INVISIBILI” quali gli alli-neatori dentali, comunemente conosciuti come “mascherine”, a cui è dedicata una sezione a parte.

L’ortodonzia in dentizione permanente può risolvere tutti i problemi di tipo dentale, maloc-clusioni di vario genere, preparare arcate parzialmente edentule per la successiva protesizza-zione (vedi la sezione di ortodonzia pre-protesica) e compensare discrepanze dento-scheletri-che di moderata entità; per discrepanze scheletriche più importanti l’ortodontista deve colla-borare con il chirurgo-maxillo facciale (vedi sezione ortodonzia pre-chirurgica).

Nei casi in cui i pazienti siano già stati trattati ortodonticamente ma siano andati incontro a recidiva con spostamenti dentali indesiderati oltre i fisiologici minimi spostamenti dentali che intervengono con l’età e le usure dentali, previa adeguata rivalutazione del piano di tratta-mento, è possibile eseguire un nuovo trattamento ortodontico solo a condizione che lo stato di salute dei denti, e soprattutto del supporto osseo e paradontale, siano conservati.

Ortodonzia pre-protesica

Sicuramente le campagne di prevenzione e sensibilizzazione nei confronti dei problemi di na-tura odontoiatrica svolte negli ultimi decenni hanno sortito un effetto positivo sulla riduzione della patologia cariosa e parodontale, principali responsabili della perdita di elementi dentali; così come è aumentata la sensibilizzazione dei pazienti da parte degli odontoiatri in merito all’importanza di sostituire tempestivamente gli eventuali elementi dentali andati perduti per evitare conseguenze peggiori in termini di problemi occlusali e masticatori.

Tuttavia, in età adulta, accade talvolta che quando pazienti con situazioni di edentulia parziali non risolte nei tempi opportuni, si rivolgono finalmente al dentista per sanare la loro situa-zione, quest’ultimo si trovi in difficoltà. Quando in seguito a perdita di elementi dentali nelle arcate rimangono spazi per tempi abbastanza lunghi, i denti vicini e antagonisti si spostano; così come frequentemente la perdita di elementi dentali posteriori, quali i molari, portano ad una riduzione della dimensione verticale dell’occlusione. Il protesista che si trova ad operare in queste circostanze è spesso impossibilitato a dare al paziente una soluzione protesica ade-guata poiché le condizioni di partenza non consentono una riabilitazione corretta e duratura.

In questi casi la collaborazione con l’ortodontista potrebbe fornire la soluzione auspicata.

L’ortodonzia pre-protesica interviene nei casi in cui la perdita di elementi dentali ha alterato i corretti rapporti occlusali spostando i denti presenti in modo da ripristinare gli spazi adegua-ti, la corretta inclinazione delle radici degli elementi contigui agli spazi edentuli, la corretta dimensione verticale qualora si fosse modificata e i fisiologici rapporti tra le arcate.

A quel punto il protesista potrà riabilitare nel modo più adeguato le zone edentule con un ri-sultato ottimale sia da un punto di vista funzionale che estetico.

Naturalmente l’intero iter deve essere discusso e coordinato preventivamente in modo molto accurato tra protesista, ortodontista e, qualora necessario, chirurgo.

Ortodonzia pre-chirurgica

Come già accennato in altre sezioni, l’ortodontista può spostare i denti all’interno delle arcate dentarie, ma non può risolvere i problemi di significativa discrepanza scheletrica tra le arcate a fine crescita.

Le discrepanze scheletriche possono interessare tutti i tre piani dello spazio, pertanto posso-no essere di natura trasversale (morsi crociati mono- o bi-laterali), di natura verticale (più spesso con dimensione verticale aumentata nei casi di open-bite oppure con dimensione ver-ticale ridotta) o di natura longitudinale (II classi in caso di eccessivo arretramento mandibola-re e/o avanzamento mascellare; III classi in caso di eccessivo avanzamento mandibolare e/o arretramento mascellare); possono interessare anche più piani dello spazio contemporanea-mente così come presentarsi in modo asimmetrico tra le parti destra e sinistra.

In tutti questi casi la risoluzione delle malocclusioni può richiedere la collaborazione con il chirurgo maxillo-facciale.

Il chirurgo maxillo-facciale modifica i rapporti scheletrici tra le basi ossee riposizionandole correttamente nello spazio, mentre l’ortodontista predispone la posizione dei denti all’interno delle singole arcate in funzione della posizione ideale che si otterrà con l’intervento chirurgi-co. Un approccio di questo genere crea naturalmente un impatto molto importante anche sull’aspetto estetico del viso che deve essere attentamente valutato e discusso con il paziente.

Normalmente questo percorso è piuttosto lungo e impegnativo, soprattutto per il paziente, che deve essere adeguatamente motivato e coinvolto nelle scelte terapeutiche, e comporta una collaborazione molto stretta tra chirurgo e ortodontista in tutte le fasi del trattamento, a partire dalla visita e dalla programmazione fino alla conclusione della terapia.

In genere si prevede un trattamento ortodontico iniziale di preparazione delle arcate denta-rie, detto appunto pre-chirurgico, concordato con il chirurgo in funzione del successivo inter-vento, l’intervento chirurgico, ed una fase finale di ortodonzia di rifinitura; l’apparecchiatura ortodontica utilizzata, necessariamente di tipo fisso, viene mantenuta in sede anche durante la fase chirurgica.

Per ulteriori approfondimenti vedi chirurgomaxillofaccialemilano.it

GENTILI PAZIENTI, DI SEGUITO LE NUOVE NORME DI ACCESSO ALL'AMBULATORIO COVID FREE

Da lunedì 4 maggio 2020 lo studio riprenderà la normale attività operativa, ma per la tutela della Vs/ salute e della sicurezza dei nostri operatori gli accessi allo studio per le visite e le cure saranno regolamentati dalle seguenti norme di sicurezza:

  • Non sarà ammesso più di un accompagnatore, anche per i pazienti minori; gli accompagnatori non sono ammessi nella zona operativa ad eccezione delle prime visite di pazienti minori.
  • E’ obbligatorio indossare la mascherina all’arrivo in studio sia da parte dei pazienti che degli accompagnatori.
  • NON sarà possibile l’accesso allo studio in caso di comparsa di sintomi influenzali (tosse, febbre, raffreddore, ecc) o problemi gastroenterici (diarrea) nelle 2 settimane che precedono la visita.
  • Un’assistente dedicata si occuperà del triage e delle procedure igieniche all’ingresso in studio (vi sarà chiesto di igienizzare le mani, indossare guanti puliti forniti dallo studio, riporre i Vs/ oggetti personali, ad esempio telefono, occhiali, mascherina, ecc.. in un sacchetto pulito che vi verrà fornito, ecc..).
  • Gli appuntamenti verranno adeguatamente distanziati per evitare assembramenti e permettere la corretta sanificazione degli ambienti/superfici tra un paziente e l’altro; Vi preghiamo di rispettare per quanto possibile l’orario concordato per l’appuntamento. In caso di ns/ ritardo per eventuali imprevisti Vi verrà chiesto di attendere fuori dalla sala d’attesa per il tempo necessario alla dimissione del paziente precedente.

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